Come molte altre città in Italia, la cucina tradizionale milanese è frutto di più sovrapposizioni.

Da un lato, l’avvicendarsi di più dominazioni ha lasciato in dote alla città, come accaduto in Sicilia o a Napoli, un tesoretto di ricette e usanze culinarie. Dall’altro c’è stata la necessità di fare il proprio meglio con quanto offerto da un territorio non semplice dal punto di vista climatico: la rigidità del clima ha limitato il tipo di coltivazioni per secoli, e questo a sua volta ha influenzato la varietà nei piatti proposti.

Non deve stupire allora che la cucina milanese, e quella lombarda più in generale, siano un trionfo di risi, di stufati, di formaggi grassi, di farine di granturco, con l’uso del burro a farla da padrone per mantecature e condimenti.

Le ricette tradizionali e dove gustarle

Risotto, cotoletta, ossobuco: tutti e tre chiamati per semplicità “alla milanese”, sono la trimurti della cucina cittadina. Ma al di fuori di queste tre specialità c’è molto altro:

  • la cassoeula, uno dei piatti più antichi, è un secondo piatto che unisce verza e le parti meno nobili del maiale, compresi piedini e muso;
  • i rustin negàa sono nodini di vitello rosolati e cotti nel brodo;
  • le lumache alla milanese;
  • la cervellata, un particolare tipo di salsiccia;
  • la busecca, vale a dire la trippa;
  • il fritto misto alla milanese, che come quello romano comprende le interiora.

Per mangiare questi piatti, o le diverse minestre a base di riso che sono una delle specialità della cucina tradizionale di Milano, la scelta è ampia, ma potendo spostarsi si consiglia sempre di uscire dalla metropoli per apprezzare queste leccornie lontano da contesti turistici. Al Garghèt, Il Ronchettino, Il Nuovo Macello sono alcuni dei posti meglio recensiti, mentre all’interno delle tangenziali sono consigliati, senz’ombra di dubbio, l’Osteria Conchetta (più periferico), Damm-atra’ o la Trattoria Milanese in via di Santa Marta.